Alcune
delle creature fantastiche reinterpretate nel romanzo:
MASSARIOLI (mazzamurelli) - SILVANI (salvanèi)
- ANGUANE - ORCHI - NANI
DEL GHIACCIO (EISMANDL) - BEATE GENTI (elfi) -
PESAROLI - REGNINSAORI - FATE
- MONACIELLI - FAUNI
Altre leggende: I LIBRI DEL COMANDO - CONCILIO
DI TRENTO - CANI, SIMBOLOGIA - IL
BRIGANTE TOMASIN - CIMBRI - LA CACCIA
SELVAGGIA -
ALBERO - STRIOSSO
MASSARIOLI (MAZZAMURELLI)
Nelle favole presenti in numerose regioni italiane, il massariòl
(mazarül, mazaròl, mazzarol, massaròl, mazepegùl,
mazzamurello, matharol, mazzemarjielle, mazzamuriglio,
a seconda della regione), è un folletto delle campagne e dei
boschi. Una delle sue caratteristiche è di battere sulle pietre,
solitamente con un martello. Da qui, con ogni probabilità, l'origine
del nome, "colui che colpisce con una mazza".
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SILVANI
(SALVANEI)
Probabilmente il nome deriva da silva e serviva a indicare un antico
spirito dei boschi. Altri nomi con cui questo folletto è conosciuto
sono sanguinello, salvanello (salvanèl in Trentino
Alto Adige), sambinello, salbaneo in Veneto, salbanello. Secondo le
tradizioni è vestito di rosso (o ha un copricapo rosso).
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ANGUANE
Creature femminili dalla doppia natura di donna e di rettile, legate
alle sorgenti e ai corsi d'acqua. Le anguane appartengono alla
mitologia alpina, soprattutto triveneta, ed erano forse affini alle
ondine delle saghe germaniche o alle ninfe acquatiche pre-cristiane.
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ORCHI
Nella mitologia romana sovrano dell'Oltretomba, probabilmente il termine
usato per indicare un mostro è approdato in Europa dall'Italia.
Nella mitologia alpina/cimbra (orc, orke, nell'area
tredicicomunigiana - Orçe. La "c" avrebbe, in realtà, una
gambetta dritta alla base, la pronuncia è "k"), leggende risalenti
ai secoli scorsi raccontano che l'orco si faceva vedere la notte dell'Avvento.
Poteva tramutarsi in luce (nei campi), fiamma, soldato a cavallo, caprone,
cane.
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NANI
DEL GHIACCIO (EISMANDL)
Tra le varie favole italiane che parlano di nani (a
volte sono detti Ometti), celebre è quella di Re Laurino
(Trentino Alto Adige), proprietario di un meraviglioso giardino di rose.
Il sovrano dei nani rapì una principessa, ma dei cavalieri, grazie
ai colori del roseto, riuscirono a trovare subito il nascondiglio. Furente,
Laurino lanciò una maledizione sul giardino, che da allora non
poté più essere visto di giorno, né di notte. Il
roseto diventò visibile solo all'alba e al tramonto, quando,
cioè, le Dolomiti si colorano di rosa.
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BEATE
GENTI O SEALAGAN LAUTE (ELFI)
Le popolazioni che abitavano, un tempo, in un'area di confine fra Austria
e Italia (Lessinia e Altopiano dei Sette Comuni), raccontavano favole
sui primitivi abitanti di quelle terre, le Sealagan Laute
o Hoalagan Laute (o Seleghen Baiblen), Gente Beata o Gente Santa. Per
alcuni erano esseri splendenti che si potevano vedere solo all'alba
o al tramonto, e vivevano in dimore meravigliose che però, se
avvicinate, scomparivano. Secondo altre versioni, le Beate Genti
dimoravano nelle grotte, si vestivano di cortecce (come le Driadi),
di scorze d'abete e si nutrivano di carne umana. Sono, da alcuni, associate
agli elfi della mitologia norrena.
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PESARòLI
Pesarola: personificazione dell'incubus. La piccola
creatura si sedeva sullo stomaco dei pastori, togliendo loro il fiato,
caratteristica comune a numerosi altri folletti.
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REGNINSAORI
Così chiamati gli spettri nell'area cimbra della Lessinia.
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FADE
(FATE)
Sono dette fade nell'area della Lessinia dei Tredici
Comuni e in alcune favole sono armate di misteriose sfere luminose.
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MONACIELLI
I più noti folletti del Sud Italia. Sono perlopiù di natura
benigna e hanno l'aspetto di piccoli esseri incappucciati (da cui il
nome, piccoli monaci).
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FAUNI
E' una delle più antiche divinità italiche. In alcune
versioni del mito il fauno è identificato con
un antico re del Lazio. In versioni tarde fu associato al dio greco
Pan, oltre che al Satiro.
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Altre leggende:
I
LIBRI DEL COMANDO
Favole sui ''Libri del Comando'' sono presenti in numerose regioni italiane.
Secondo le leggende dell'area triveneta fu scritto da Pietro
d'Abano (1250-1316). Accusato di eresia, d'Abano morì
in carcere, in seguito il suo cadavere fu dissepellito e arso sul rogo.
Si racconta un fatto avvenuto, secoli dopo, in un piccolo villaggio:
uno dei "libretti del mago" (Puox von Megi, Puach von Megi)
era stato trovato e si era preparato un falò. Al contatto con
le fiamme il libro lanciò orrende grida e tentò di alzarsi
in volo. Solo dopo aver versato gocce di acqua santa sul testo maledetto,
il rogo fu portato a termine.
Chi riusciva a trovare uno dei (tre?) Libri del Comando, era in grado
di volare, riempire le stalle di "esseri vivi" (bestiame)
e portare a termine ogni sorta di prodigio.
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CONCILIO
DI TRENTO
La tradizione vuole che dopo il Concilio di Trento
tutte le creature soprannaturali che prima si mescolavano agli uomini,
siano diventate fuorilegge. Per molto tempo si è detto che "Dopo
il Concilio, gli animali, il legno e la pietra non poterono più
parlare".
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CANI,
SIMBOLOGIA
Il cane è uno psicopompo, accompagna le anime nell'aldilà.
In antichità, soprattutto nell'area del Nord Europa (e, in età
feudale, in alcune zone italiane, per esempio presso gli Scaligeri),
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IL
BRIGANTE TOMASIN
Il brigante Tomasin aveva trovato rifugio in una contrada di Velo, in
quella che allora era chiamata ''Montagna Alta del Carbone'', area cimbra
(contrada Comerlati) probabilmente vissuto all'epoca di Napoleone I.
Forse il demonio stesso, nelle sembianze di un grosso cane nero, lo
rincorse una notte, ma il brigante gli gridò che non era ancora "arrivata
l'ora", e che le sue malefatte non erano state tutte compiute.
In un racconto l'uomo sale su una pianta, pronuncia le parole ''Il corpo
ai corvi, l'anima a Satana'' e scompare nel nulla.
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CIMBRI
Guerrieri provenienti dalla Danimarca, regione dell'Himmerland. Secondo
la leggenda, contro il volere dell'Impero Romano, da cui furono sconfitti
nel 101 a.C., si stanziarono in un'area compresa tra l'odierno Veneto
e Trentino. A Ljetzan sopravvive ancora oggi una parlata
di origine germanica.
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STRIOSSO
Così chiamati gli stregoni sui Lessini.
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LA
CACCIA SELVAGGIA
Mito di origini nordiche (presso i vichinghi era guidata da Odino),
ne esistono versioni in numerose altre zone d'Europa. La leggenda è
presente anche in Italia, un mito alpino diffuso soprattutto nell'area
veneta, dove un essere di nome Betrìc, di solito associato a
Teodorico da Verona (il Dietrich von Bern delle saghe
germaniche, citato anche nel Canto dei Nibelunghi),
guida una muta di feroci cani neri, coloro che sono morti violentemente
sulle montagne.
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ALBERO
Uno dei simboli mitologici, religiosi, esoterici più importanti, nella
mitologia norrena è l'Yggdrasil. Nel romanzo
sono inoltre citati il Noce di Benevento e il Platano
dei Cento Bersaglieri.
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